
Prezzo € 22
Formato 15.2 x 21.6 cm
Pagine 320, 72 tavole a colori fuori testo
Data di pubblicazione 13 ottobre 2026
Nella prima sezione si incontra un racconto di alcune decine di pagine in cui Goldin riassume la vita e l’opera di Monet attraverso i luoghi fondamentali della sua pittura, quell’itinerario geografico ed emotivo che costituisce anche l’ossatura dello spettacolo teatrale:
“Di aspetto borghese, di vita da un certo tempo in avanti sicuramente agiata, è stato però pittore del rischio, quello che lo ha portato a incontrare le bufere davanti all’oceano a Belle-Île, la neve a 20 gradi sottozero in Norvegia, i dirupi sul mare in Normandia, i ghiacci galleggianti sulla Senna che solcava con il bateau-atelier.

Tutto ciò non soltanto quindi in terra di Francia, ma come era stato in precedenza per il suo amato Turner, dopo la sua prima visita a Londra al tempo della guerra franco-prussiana tra 1870 e 1871, anche al di fuori di Francia. A cominciare, proprio come per Turner, dai soggiorni di pittura in Italia, nel 1884 a Bordighera e nel 1908 a Venezia. Ma poi appunto anche Londra, con i successivi transiti tra 1899 e 1901, e la Norvegia dove faceva nel 1895 pittura di plein air con il termometro ampiamente sotto lo zero. E il motivo era sempre lo stesso: inseguire il fenomeno atmosferico per come si verificava, mai immaginarlo nel chiuso del suo atelier, dove pure, dagli anni ottanta in poi, approfondiva e finanche modificava tutti i suoi quadri, avendo abbandonato la religione del puro plein air.
Per questo motivo una storia di Monet si deve fare, e va fatta, proprio attraverso i luoghi nei quali ha vissuto e nei quali ha dipinto. Ogni volta avendo lui voluto entrare nello spirito di quei luoghi ed essendo trascorse quindi, spesso nella disperazione per non riuscire a incontrarlo, quello spirito, anche diverse settimane prima di iniziare a dipingere. Perché Monet non è mai stato il pittore della cartolina da spedire con i saluti da. Da dove veniva il suo mondo così nuovo?”