
Prezzo € 22
Formato 15.2 x 21.6 cm
Pagine 320, 72 tavole a colori fuori testo
Data di pubblicazione 13 ottobre 2026
Per il centenario della morte di Claude Monet (1926–2026), il progetto MONET 100, ideato da Marco Goldin, amplia i suoi confini. Nato attorno alla grande tournée teatrale Monet. Una vita a colori, l’evento celebrativo si trasforma in un’operazione culturale a tutto tondo grazie anche a una importante novità editoriale.
Dal 13 ottobre è in tutte le librerie il nuovo libro di Marco Goldin, intitolato Storia di Monet, pubblicato nella prestigiosa collana i Fari de La nave di Teseo (fondata e diretta da Elisabetta Sgarbi). Il volume, con 300 pagine di soli testi, è ulteriormente arricchito da 72 pagine fuori testo contenenti altrettante tavole a colori con le riproduzioni dei dipinti più celebri di Monet. Il libro si articola in quattro parti ed è preceduto da una premessa da cui traiamo le seguenti righe:
“Mi ha sempre commosso, tanto, la storia dei pittori che si sono incarnati nel corpo grandioso della loro opera. Claude Monet è stato uno di quelli, il primo per me tra coloro che ho imparato a conoscere. Mi toccava in lui anche il semplice tentativo – poiché era il senso di un limite provato –, mentre immaginava di poterlo valicare. Quel limite. Il suo dire di una lunga strada che genera l’epopea della pittura, spalanca le porte all’umano.

Perché scoprivo in lui allora, trent’anni fa, scrivendone, che mi interessava proprio il racconto sull’uomo, mi interessava fin quasi a venirne travolto. Per comprendere le emozioni, farle mie, talvolta quasi parlare al posto del pittore. E trasmettere ciò che andavo scoprendo, e scopro, in questo che mi appare un viaggio senza fine. Mi è sempre piaciuto fare cronaca anche con la storia, accompagnare gli artisti che non ho conosciuto, per ovvie ragioni di secoli, fino a farli incontrare con quelli che sono stati parte del mio tempo.
Quando Merleau-Ponty scrive come la visione del pittore corrisponda a una nascita prolungata, in una dimensione del tempo che ha profondamente a che fare con la durata, scrive qualcosa che getta un ponte tra l’esperienza dell’uno e dei molti. Perché ho sempre desiderato, dalla scoperta di Monet in avanti, essere se possibile di questa nascita testimone, farmi compagno e fratello degli artisti. Stare vicino alla pittura di ieri e di oggi, metterle in relazione, in contatto, far scoccare una scintilla. Ecco il senso del rapporto, non della distanza ma della vicinanza. Il senso della storia che sia dall’abbattimento del limite.”