Nei mosaici ravennati del Mausoleo di Galla Placidia e di Sant’Apollinare in Classe troviamo tra le prime rappresentazioni di cieli stellati, astratta e ieratica cornice entro cui il divino si rivela. Quella distanza incolmabile, con un’autentica rivoluzione diventa misura umana ed esperienza del visibile nella volta e sulle pareti della Cappella degli Scrovegni dove Giotto affresca una notte attraversata da una vera stella cometa. E’ questo il principio di un viaggio, tra i più affascinanti nella storia dell’arte, che Marco Goldin conduce sul tema della notte attraverso i secoli. Incontrando per primi Pisanello, Lippi, Piero della Francesca e poi i grandissimi del Rinascimento, da Raffaello a Tiziano, da Giorgione a Tintoretto, da Savoldo a Sebastiano del Piombo. Per arrivare quindi a Caravaggio che proprio nella notte trova le luci più drammatiche e vive per rivelare l’uomo.
Nell’oscurità vivono anche i bagliori sulfurei di El Greco o gli intimi chiarori delle “Fughe in egitto” dipinte da Rubens e Rembrandt. Dopo le rare vedute notturne di Canaletto, il viaggio prosegue fino alla stagione romantica di Friedrich, che nella luna trova il porto sicuro per lo sguardo dell’uomo, lo stesso approdo indicato da Turner capace anche, e come nessun altro, di far vivere incendiate oscurità. Viene quindi l’età del naturalismo e, sempre su questo tema, i rari quadri di Monet e quelli di Van Gogh dove la notte è ormai, e fino in fondo, autentica visione dell’anima.
Le quasi due ore di questa lezione, dopo un’approfondimento sui maestri nel Novecento, da Munch a Mondrian, da Matisse a Klee, da Hopper a Wyeth, e le magiche visioni notturne di Kiefer e Richter, si concludono con un omaggio di Marco Goldin ad alcuni amati maestri contemporanei, da Guccione a Sarnari, da Nucci a Polizzi, da Zuccaro a Puglisi, che nei cieli stellati della Sicilia hanno sentito e dipinto il più commovente profumo della notte.