La storia dell’impressionismo non sarebbe mai nata se prima di Monet e dei suoi compagni non fosse esistita la generazione dei cosiddetti pittori di Barbizon, da Corot a Millet a Daubigny. Sono infatti questi ultimi, assieme ad altri loro sodali, che scoprendo in modo particolare la foresta di Fontainebleau si mettono su un sentiero che abbraccia la prima visione di una natura che si lascia cogliere nelle sue forme di realtà. Non si può parlare ancora per loro di pittura di plein air in senso stretto, perché sul motivo dipingono i piccoli studi e non le tele di maggior dimensione, eppure sono proprio questi artisti che spalancano l’occhio fisico per sottrarre il vedere a una fatto di esclusiva ricostruzione storica. Il rapporto poi con la fotografia appena nata è fondamentale, perché essa sottrae alla pittura il potere, e la necessità, della catalogazione del visibile, lasciando alla pittura stessa un campo così largo come mai era accaduto prima.