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14 giugno 2018

Marco Goldin racconta
"La grande storia dell'impressionismo"

MARCO GOLDIN
racconta

LA GRANDE STORIA DELL’IMPRESSIONISMO
L’incanto della pittura da Monet a Van Gogh

Musiche composte ed eseguite dal vivo da Remo Anzovino
Scenografia visiva di Fabio Massimo Iaquone e Luca Attilii

Produzione di International Music and Arts e Linea d’ombra
Con il sostegno fondamentale del Gruppo Baccini


E’ dal 2005 che Marco Goldin porta con successo sul palcoscenico racconti/spettacolo realizzati per introdurre, in modo fortemente legato all’emozione, le sue grandi mostre, sempre ai vertici delle classifiche tra quelle più frequentate in Italia e nel mondo, e che negli ultimi vent’anni hanno attirato oltre undici milioni di visitatori. Ultimo caso quella dedicata a Van Gogh, chiusasi nell’aprile di questo 2018 nella splendida cornice della Basilica Palladiana di Vicenza e che ha sfiorato il mezzo milione di ingressi.

Unanimemente riconosciuto come il maggior esperto di impressionismo in Italia, cui ha dedicato tante esposizioni di enorme successo negli ultimi vent’anni in varie città, Goldin si è sempre contraddistinto per il suo modo di raccontare l’arte, fatto di approfondimento interiore, poesia, emozione e conoscenza, con il gusto per una parola sempre molto coinvolgente e mai banale, e pur sempre di estrema comprensibilità. E proprio per questo motivo il suo modo di esprimersi è stato così tanto apprezzato dalle decine di migliaia di persone che sono accorse in tanti teatri italiani per ascoltarlo.

Per la prima volta, con questo racconto/spettacolo dedicato a La grande storia dell’impressionismo, in programmazione nei teatri a partire dal mese di novembre, egli ha creato un racconto svincolato dall’introduzione a una mostra, quanto invece pensato in modo specifico per il palcoscenico. Con l’importante collaborazione di Remo Anzovino, uno dei principali esponenti della scena musicale contemporanea, che eseguirà dal vivo, come contrappunto alle parole ma talvolta in solo, le musiche da lui scritte per questa circostanza. E con l’ulteriore, preziosa collaborazione di Fabio Massimo Iaquone e Luca Attilii, due tra i principali video maker italiani, che costruiscono per il racconto/spettacolo di Marco Goldin un fondo visivo di straordinaria suggestione. Così da far vivere il tutto secondo un continuum tra parola, musica e immagini elaborate.

Il racconto teatrale si svilupperà in cinque momenti e consentirà allo spettatore, in 100 minuti di spettacolo, di essere poeticamente portato per mano nella Francia degli ultimi decenni dell’Ottocento, per conoscere quello che è stato il movimento pittorico che più di ogni altro ha trasmesso al pubblico di tutto il mondo il suo fascino profumato e colorato. Facendo ricorso al suo raccontare sempre fluido ed empatico, con le parole che generano continue immagini, Goldin accompagnerà tutti dapprincipio nella foresta di Fontainebleau, a sud di Parigi, dove i giovani impressionisti, da Monet a Pissarro, da Renoir a Sisley, si incontravano a metà degli anni sessanta per dipingere nei boschi. Era lì che stava nascendo la nuova pittura, quando si aprivano grandi cieli, azzurri mai visti prima e si rinnovava, tutta modificata rispetto a prima, la devozione verso la natura.

L’amore nei confronti del paesaggio farà da contrappunto a tutto lo spettacolo, anche quando, e sarà il secondo momento del racconto, si entrerà nel decennio successivo, quello canonico dell’impressionismo e quando prenderanno il via, da quella memorabile del 1874 nello studio di Nadar, le esposizioni impressioniste, otto in tutto fino al 1886. Per cui, tra storia e aneddoti, questo secondo momento vedrà l’ingresso sulla scena parigina della pittura anche di Cézanne, Degas e Gauguin o di figure femminili come Berthe Morisot o l’americana Mary Cassatt. Il tema del giardino, così suggestivamente dipinto da Monet e compagni, si assocerà agli scorci urbani della stessa capitale francese, assieme ai ritratti e alle nature morte.

La meraviglia del fiume, i disgeli lungo la Senna, le alte scogliere di Normandia, le sue spiagge e il mare, daranno la possibilità a Goldin, nel terzo tempo del suo racconto, di parlare della crisi dell’impressionismo e della fine del dogma della pittura di plein-air. La decisione di Monet − che sulla volontà di dipingere unicamente all’aria aperta aveva fondato l’impressionismo – di concludere i suoi quadri nell’atelier, modifica alle radici il concetto di pittura. Con immagini stupefacenti delle scogliere di Normandia, con le musiche larghe e sognanti di Remo Anzovino, passerà dunque questo terzo tempo sul palcoscenico.

Prima dei due momenti conclusivi, che nel racconto di Marco Goldin saranno riservati a due straordinari artisti che hanno portato fino alle estreme conseguenze la crisi dell’impressionismo, Vincent van Gogh e Paul Gauguin. Del primo, tra campi di grano e cieli stellati, lo spettacolo punterà sui poco più che due anni tra la Provenza e le settimane finali a Auvers-sur-Oise, in un palpito di struggente emozione e anima che da sempre caratterizza, così tanto amato dai milioni di persone che visitano le sue mostre, il racconto di Goldin su Van Gogh. Fino a giungere alla seducente sequenza conclusiva dello spettacolo, quando si vedrà Gauguin, proveniente dalla Bretagna, imbarcarsi il primo aprile del 1891, da Marsiglia sulla nave Océanien, in direzione Papeete, quindi Tahiti. L’impressionismo è finito, il racconto teatrale finisce su alcune immagini di quadri tahitiani memorabili, che sono la raffigurazione dello sprofondamento nel tempo immenso e senza confini della vita e del colore.