Van Gogh. I colori della vita

Padova, Centro San Gaetano
10 Ottobre 2020 - 11 Aprile 2021

6. Lettera del 9 aprile 1888
video della diretta Facebook del 27 marzo 2020

Arles, lunedì 9 aprile 1888 [lettera n. 594]

Caro Theo,
grazie della tua lettera e della banconota da 100 franchi allegata. Ti ho inviato schizzi di quadri destinati all’Olanda. Va da sé che gli studi dipinti hanno un colore più brillante. Sono di nuovo in pieno lavoro, sempre giardini in fiore.


L’aria di qui mi fa decisamente bene: ce ne vorrebbe anche per te, da respirare a pieni polmoni; una conseguenza piuttosto curiosa è che qui un solo bicchierino di cognac mi dà alla testa e dunque, non avendo bisogno di ricorrere a stimolanti per la circolazione sanguigna, la costituzione si logorerà di meno.


Ho solo lo stomaco terribilmente debole da quando sono qui, ma probabilmente si tratta solo di avere pazienza.

Spero quest’anno di fare progressi: del resto, ne ho enorme bisogno. Ho un nuovo giardino, bello quanto quello dei peschi rosa, con albicocchi di un rosa pallidissimo. Attualmente lavoro ad alberi di prugne che sono di un bianco tendente al giallo con infiniti rami neri.


Faccio enorme uso di tele e di colori, ma spero almeno di non perdere denaro. Su quattro tele ce ne sarà forse soltanto una che faccia quadro, del genere di Tersteeg o di Mauve, ma spero che gli studi ci possano servire per degli scambi. Quando potrò mandarteli? Ho una tale voglia di farne due da quello di Tersteeg, perché è migliore degli studi di Asnières.


Ieri ho anche visto un combattimento di tori, in cui cinque uomini tormentavano il bovino con banderilla e coccarde, un toreador si è schiacciato un testicolo saltando la barricata. Era un uomo biondo con gli occhi grigi, dotato di molto sangue freddo; dicevano che ne avrebbe avuto per parecchio. Era vestito di azzurro e oro, assolutamente identico al piccolo cavaliere del nostro Monticelli con tre figure in un bosco. Le arene sono molto belle quando c’è sole e folla.

Un “bravo” per Pissarro: mi sembra che abbia ragione. Spero che un giorno farà con noi uno scambio. Lo stesso vale per Seurat, sarebbe un buon affare avere un suo studio dipinto.

Infine, lavoro sodo, sperando che anche noi potremo fare cose del genere. Il mese sarà duro per te e per me; pure, è nel nostro interesse fare il maggior numero possibile di giardini in fiore. Io lo sto già facendo. Devo farne ancora almeno dieci sullo stesso tema.


Sai che sono mutevole nel mio lavoro, e che questa furia di dipingere giardini non durerà sempre. Dopo, è possibile che sia la volta degli arenili. Devo poi disegnare enormemente, perché vorrei fare disegni del genere delle stampe giapponesi. Devo battere il ferro finché è caldo. Sarò spossato dopo i giardini, perché sono tele da 25, da 30 e da 20. Non bastano mai: se potessi ne butterei giù due volte tanti. Perché mi sembra che questo lavoro forse potrebbe sciogliere definitivamente il ghiaccio in Olanda. La morte di Mauve è stata per me un duro colpo.

Ti accorgerai facilmente che i peschi rosa sono stati dipinti con passione.

Mi occorre anche una notte stellata con cipressi o, forse, anche sopra un campo di grano; ci sono qui notti bellissime. Lavoro febbrilmente senza sosta. Sono davvero curioso di sapere quale risultato raggiungerò alla fine di un anno; spero di essere allora meno afflitto da smanie continue.


Attualmente ci sono giorni in cui soffro molto, ma ciò non mi preoccupa minimamente, perché non è nulla a confronto della reazione di quest’inverno, davvero fuori dell’ordinario. E il sangue si ricostituisce, è la cosa principale.

Devo arrivare al punto che i miei quadri valgano la spesa e la superino, visti i costi già sostenuti. Ebbene, ci arriveremo. Naturalmente non tutto riesce bene, ma il lavoro procede.


Finora non ti sei lagnato di quanto io spenda qui, ma ti avverto che se continuo il lavoro nelle stesse proporzioni, farò molta fatica ad arrivare alla fine del mese. Solo che il lavoro è eccessivo.

Se capita un mese o una quindicina in cui ti senti in difficoltà, avvertimi, perché comincerò a fare disegni, e questo ci costerà meno. Questo per dirti che non devi forzarti senza ragione, qui c’è tanto da fare, ogni specie di studi e non è come a Parigi, dove non ci si può sedere in qualunque posto e fare ciò che si vuole.


Se può avvenire che il mese sia un po’ duro, tanto meglio: i giardini in fiore sono motivi che si ha la possibilità di vendere o di scambiare. Ma ho pensato che avrai la scadenza da pagare, e dunque avvertimi se sei troppo alle strette.


Continuo a frequentare il pittore danese, ma presto andrà via. È un ragazzo intelligente
e di ottime maniere, ma la sua pittura è ancora molto misera. Lo vedrai probabilmente quando sarà a Parigi di passaggio.

È bene che tu sia andato da Bernard. Se farà il servizio militare in Algeria, potrebbe anche darsi che vada a fargli compagnia.

È finalmente finito l’inverno a Parigi? Credo che quel che dice Kahn, che non ho tenuto sufficiente conto dei valori, sia verissimo ma sarà ben altro, e non meno vero, quel che diranno in futuro.

Non è possibile fare i valori e il colore assieme. Théodore Rousseau l’ha fatto meglio di chiunque altro; mescolando i colori, ha aumentato la nerezza causata dal tempo e i suoi quadri attualmente sono irriconoscibili. Non si può stare contemporaneamente al polo e all’equatore. Bisogna prendere posizione, ed è ciò che anch’io spero di fare, e la mia scelta sarà probabilmente per il colore.
A presto, una stretta di mano a te, a Koning, ai compagni,



Vincent