Van Gogh. I colori della vita

Padova, Centro San Gaetano
10 Ottobre 2020 - 11 Aprile 2021

Matteo Massagrande
Gli alberi e la miniera

Gli alberi si vedevano tutto attorno alla miniera di carbone nel Borinage, dove Vincent van Gogh per quasi due anni, tra la fine del 1878 e il 1880, cercò una di quelle per lui sempre difficili relazioni umane. Allora furono i minatori, ai quali predicava la Parola delle Sacre Scritture. Anche se non con grandi risultati. E talvolta si trovava da solo nella piccola casa in cui avrebbe dovuto leggere loro la Bibbia. Da solo in quella casa affacciata su una strada stretta a Petit Wasmes, e fuori tanti alberi. Tanta campagna desolata.

Matteo Massagrande ha scelto di partire da lì, da quella miniera di carbone chiusa ormai da decenni. Ha scelto di partire da lì per accompagnare Van Gogh nel suo avere dipinto alberi nella sua breve vita. Nell’ancor più breve suo essere stato un pittore. Gli alberi che oggi, nella stagione invernale, sono intrico frastagliato di rami, piccole maree marezzate di cielo, come Massagrande li ha dipinti. E occhieggiano al di fuori dei grandi finestroni che è quanto di quella miniera oggi rimane. Una zattera, un relitto lasciato andare alla deriva che la pittura recupera miracolosamente alla vita, perché la pittura salva, protegge da ogni male. Rappresenta nella sua unicità il tempo. Quel tempo che il colore di Matteo Massagrande distende su una superficie abitata dal destino.

Poi Van Gogh ha disseminato la sua opera, ha disseminato la sua vita, di alberi. Alberi grondanti luce e materia, tronchi in technicolor, dell’indaco della sera o dell’infuocato tramonto che avviene nel mondo. Massagrande lo rincorre, lo sta rincorrendo, albero dopo albero, cielo dopo cielo in cui questi rami e questi tronchi s’incistano, dialogano, parlano tra loro. E la rugosità della corteccia sta davanti a un sottobosco e di fronte all’azzurra, immutabile apparizione del cielo. Il pittore di oggi insegue quello di ieri, talvolta lo chiama come a chiedergli un segreto, ma poi prosegue e la sua pittura diventa il racconto di un canto dell’anima. Sono gli alberi e la miniera.