Van Gogh. I colori della vita

Padova, Centro San Gaetano
10 Ottobre 2020 - 11 Aprile 2021

Franco Sarnari
Le notti del destino

E alla fine arriva il cielo. Non poteva essere che così. Il luogo in cui tutto accade, per Van Gogh. Il luogo di ogni possibile destino. Il cielo è per Van Gogh quasi il senso supremo della vita. C’è un pittore che amo infinitamente, amo infinitamente l’uomo che è in lui. Si chiama Franco Sarnari, ha una lunga storia alle spalle, mostre importanti in ogni dove, dalla Biennale a tante nazioni nel mondo. Non l’ho amato subito, ma poco per volta e poi è stata un’avventura insieme che ha portato libri e mostre. Da qualche tempo ha sospeso la consuetudine della pittura, ma non per questo ho pensato che non dovesse stare qui. Lui, pittore di neri cieli e di bianchissime stelle. Tra l’altro assieme a Giuseppe Puglisi e Piero Zuccaro, che di Franco sono amici e l’hanno avuto in Accademia a Catania come insegnante. A Franco Sarnari il mio omaggio, con l’esposizione dei quattro bellissimi Controluce realizzati nel 2005, oltre a una grande tela dipinta nel 2014, le Geometrie del cielo.

In essi l’orizzonte si è chiuso e tutto ormai è trama del mistero. Resta un piccolo falò fattosi cenere ancora infiammata, una brace non ancora spenta nel colmo della notte. Perché proprio all’incanto notturno questi quadri stanno aggrappati, nel loro buio e nel loro lampeggiare di lontanissima luce. Quadri tra i più belli e alti che il pittore abbia mai dipinto, come un decisivo passo verso la profondità del tempo. E per congiungersi a questa dimensione del tempo, egli ha utilizzato lo spazio come l’ultimo, definitivo brandello di una sindone celeste. Ne ha percorso arditamente i sentieri cancellati, lasciando che sopra a tutto si manifestasse una polvere iridescente di stelle. Un luccichio, una colata trattenuta sparsa in varchi, fessure, anfratti. Da cui tutto proviene. E quello che rimane, immagine che la pittura restituisce, è un buissimo cielo stellato, dove ogni luce è profondità che giunge in superficie. E ammanta. Proprio come aveva fatto Van Gogh.