Van Gogh. I colori della vita

Padova, Centro San Gaetano
10 Ottobre 2020 - 11 Aprile 2021

Claudio Verna
Sui campi di grano

Quando questo progetto sulla pittura contemporanea, in occasione della mostra dedicata a Van Gogh a Padova, ha preso forma nei miei desideri, ho pensato, immediatamente, a Claudio Verna per i campi di grano. Van Gogh ha guardato con interesse, simbolicamente, al grano già nel tempo finale di Nuenen, ma ovviamente ne ha fatto la gloria della sua pittura con la serie realizzata nella seconda metà di giugno 1888 nella pianura della Crau, vicino ad Arles. E poi ha continuato a dipingere campi di grano a Saint-Rémy e ovviamente nell’ultimo mese della sua vita tra le ondulazioni delle colline di Auvers-sur-Oise. Il grano per lui è diventato da subito carnalità del colore ma anche accadimento dello spirito. È stato insieme forza quasi stordente di una presenza assoluta e rivolgersi con la potenza di quel giallo a un qualcosa di sovrannaturale.

Sarebbe stato troppo facile, per parlare in pittura dei campi di grano di Van Gogh, rivolgersi ad artisti, anche bravi o molto bravi, che dei campi di grano stessi hanno fatto trama del loro racconto. Sarebbe stato troppo facile. Invece, fin dal primo momento ho avuto in mente il nome di Claudio Verna. Uno tra i maggiori esponenti, se queste categorie hanno ancora un senso, dell’astrazione in Italia, e non solo. Devo dirlo qui, come una piccola confessione. Gli ho telefonato e la mia voce è corsa fino a Roma, dove vive. Impossibile da crederci, ma lui, pittore astratto, stava concludendo proprio in quei giorni un grande quadro ispirato ai campi di grano di Van Gogh. Un grande quadro, bellissimo, senza dubbio alcuno. Pensava sarebbe stato l’unico, un’immagine e poi basta. Invece ha immerso le braccia fino ai gomiti nel giallo dei campi di grano e sta facendo pittura come mai ne aveva fatta prima. Intarsi, striature, gorghi di un giallo che talvolta si accende del rosso e tu senti, in ogni modo senti, che da qualche parte si sta levando la voce del vento di quel giugno 1888 ad Arles. E Vincent con il vento.