Van Gogh. I colori della vita

Padova, Centro San Gaetano
10 Ottobre 2020 - 11 Aprile 2021

Andrea Martinelli
Gli occhi del tempo

Andrea Martinelli lavora da molti anni, da sempre per lui, sul mistero del volto, sulla sua quintessenza. E poi sulla rapacità delle figure, sul loro essere perennemente su un confine, poste su un ciglio. Appoggiate lievemente sul piatto di una bilancia che un soffio appena di vento potrebbe far precipitare dove all’ombra non si stringa più la luce. Sono stati disegni e quadri che hanno dichiarato la condizione più che di sofferenza, come potrebbe sembrare, di sbigottimento e di stupore. Davanti all’emozione di una partenza, all’incertezza per il destino di un viaggio che non si sa mai dove e come possa avvenire. Sono stati volti e figure che hanno patito su di essi la forza e la potenza del tempo, al quale, sempre, hanno consegnato i loro occhi.

Già, gli occhi del tempo. Quelli che si manifestano negli sguardi attoniti, pieni insieme di vita e di morte, di rimpianto e di futuro. Si manifestano come occhi negli occhi. Perché sono uno specchio e il pittore è nello stesso momento colui che ritrae e colui che proprio attraverso quello specchio immaginario si rappresenta. Anche quando in effetti non realizza quello che normalmente chiamiamo autoritratto. Le bruciature sui volti di Andrea Martinelli sono come le apparizioni sognanti, permanenti e svanenti, dei ritratti del Fayum. Esserci e scomparire, come una cosa sola.

Adesso, in un qui e ora, il pittore si dedica a evocare i volti e le figure che un altro pittore, tanti anni prima, aveva evocato nel suo modo slabbrato e ugualmente perfetto. Cercando l’anima di ognuno. E trovandola. Martinelli, assecondando i passi di Van Gogh per esempio accanto a Joseph Roulin e alla Mousmé, fino all’immagine che era stata di sé stesso, pianta in quegli occhi la sua bandiera. È il suo tratto preciso, la sua ansia di procedere sempre incontro al destino. Ed è in questi passi, in questo spazio camminato insieme, che i due pittori respirano per un momento vicini. Meravigliandosi l’uno dell’altro.