Van Gogh. I colori della vita

Padova, Centro San Gaetano
la mostra, aperta tutti i giorni, è prorogata fino al 6 giugno

Piero Zuccaro
Cieli come fiori

Realizzare un ciclo di lavori ispirati a Van Gogh che ha per soggetto il cielo diurno, mi ha portato a riflettere sull’impressione che ho avuto a diciotto anni quando, durante un viaggio a Parigi, ho osservato per la prima volta una serie di sue opere.

Ricordo perfettamente il momento esatto nel quale sono entrato nella sala Van Gogh del Musée d’Orsay. La sensazione è stata di commozione. Sono stato travolto da una forte tensione d’amore mai provata davanti a un dipinto.

Ho sentito Vincent e il suo disperato bisogno di comunicare amore. Negli anni seguenti ho visto tante opere di questo straordinario artista e il suo uso della pennellata a piccoli tasselli allungati mi ha sempre interessato. Dopo anni di pittura di atmosfere d’interni e architetture, uscire all’aria aperta e riguardare il cielo cercando di tradurlo in pittura è stata per me una bella esperienza, un ritorno all’origine.

Osservando la pittura di Van Gogh ho notato che per lui un fiore è come una nuvola e a sua volta un viso è come un paesaggio e così via, un continuo fluttuare da una forma all’altra, senza pausa. Da colore a colore, da segno a segno, tutto nei suoi dipinti crea tensione cromatica. La luce reale viene catturata dalla pennellata materica che Van Gogh fa vibrare come schegge elettriche sull’intera superficie.

Ho voluto ricreare con più attenzione questa vibrazione, che in fondo mi appartiene, attraverso un segno molto evidente, ricavato da un tassello materico che si ripete seguendo un ritmo continuo sull’intera superficie pittorica. Nel mio percorso artistico ho sempre dipinto elementi cangianti come i riflessi sull’acqua o sui vetri delle architetture, e nel dipingere il cielo ho ricercato la struttura dell’aria e le geometrie delle nuvole. Come sempre gli accordi cromatici hanno una genesi alchemica, infatti durante la realizzazione dei dipinti, la sensazione seguiva la necessità di frammentare le cromie per creare più vibrazioni luminose e quindi ho aggiunto al mio modo di dipingere anche l’uso di punti colorati per catturare più luce.

In questi ultimi dipinti ho cercato di far coesistere la presenza della materia e la leggerezza dell’aria, frantumando la trama pittorica con sovrapposizioni di segni, punti, linee spezzate per orchestrare l’impressione della sensazione che tutto ingloba.

Piero Zuccaro