Gli ultimi giorni di Van Gogh

Il diario ritrovato



un progetto di
Marco Goldin

Dal 2017 Marco Goldin sta lavorando al progetto, che adesso prende il via, Gli ultimi giorni di Van Gogh. Il diario ritrovato. È stato volutamente pensato senza esposizioni, che del resto lo stesso curatore ha già realizzato sul pittore olandese per ben sei volte negli ultimi vent'anni, ultima quella tra il 2020 e il 2021 a Padova, in piena pandemia. L’intera struttura del programma si compone quindi di un romanzo, nella forma di diario, e di uno spettacolo teatrale, prodotto da Imarts, di cui Goldin cura anche la regia. Inoltre, cinque puntate che inaugureranno il suo podcast (da fine agosto) e un film documentario (dalla primavera 2023) sulla storia di Van Gogh e sui luoghi in cui ha vissuto e lavorato, dall’Olanda alla Francia.

Il libro

La rappresentazione teatrale debutterà nella seconda metà di ottobre e si snoderà fino alla primavera del prossimo anno in molti teatri italiani. Sarà liberamente ispirata al romanzo dello stesso Marco Goldin, Gli ultimi giorni di Van Gogh. Il diario ritrovato, pubblicato da Solferino (230 pagine, 18 euro), nelle librerie dal 13 settembre, in cui sono raccontate le ultime settimane di vita del grande pittore. Nel libro che sta alla base di tutto il progetto, Goldin immagina che Van Gogh abbia tenuto un diario proprio in quei giorni e per questo lo fa parlare con la sua voce, sempre appoggiandosi ai fatti realmente accaduti e alle lettere, cercando dunque la dimensione del verosimile.

Il podcast

A fine agosto verranno lanciate le prime cinque puntate del nuovo canale podcast di Marco Goldin, che sarà dedicato a tante, meravigliose storie di pittura dell’Ottocento e del Novecento nel mondo, fino ai giorni presenti. Le potrai trovare sulle principali piattaforme. Qui sotto scopri il podcast numero zero, creato solo per il pubblico di Linea d’ombra e solo per questa occasione di lancio dell’intero progetto Gli ultimi giorni di Van Gogh. Il diario ritrovato. Ascoltalo!

Gli ultimi giorni di Van Gogh - ascolta l'anteprima del podcast!

Il teatro

Uno dei centri dello spettacolo sarà la camera nella locanda di Auvers, gestita da Auguste Ravoux: questi - nella finzione letteraria e scenica - ha ritrovato proprio lì il diario sgualcito del pittore. Tutta la scenografia punterà moltissimo su un effetto di stupefazione davanti ai quadri, i loro particolari e poi sia fotografie d’epoca sia fotografie scattate oggi tra Arles, Saint-Rémy e Auvers. Oltre a un'ampia parte filmica appositamente girata nei luoghi di Van Gogh in Provenza e soprattutto nei campi di grano e nelle strade di Auvers-sur-Oise, fino alla celeberrima chiesa dal pittore olandese dipinta, la locanda dove ha vissuto ed è morto e la sua tomba accanto a quella del fratello Theo. Tre grandi schermi sul palcoscenico avvolgeranno Marco Goldin mentre racconta, con le immagini animate che scorreranno senza sosta, generate da proiettori laser ad altissima definizione. Sarà uno spettacolo nello spettacolo.

Le musiche di Franco Battiato

A creare un'atmosfera spirituale, eppure densa della carne e dei sogni della vita di Van Gogh, contribuiranno, eccezionalmente concesse per questa occasione, le musiche di Franco Battiato che amava Van Gogh e ne riconosceva la forza di carne e spirito insieme. Musiche che dalla scena iniziale, quando l’apertura del sipario svelerà il primo luogo dell’azione teatrale, condurranno a quella conclusiva. Esse non saranno quasi mai utilizzate quale tappeto sonoro rispetto alla narrazione, ma vivranno in una loro assolutezza specialmente nel rapporto con tutte le immagini. Diversi saranno infatti nello spettacolo i momenti in cui il dialogo tra musica e colore vivrà unicamente al centro della scena, attraverso creazioni video di forte fascino artistico ed emozionale, strettamente connesse alle musiche di Battiato.