MONET. UNA VITA A COLORI
Spettacolo teatrale di e con Marco Goldin
Musiche originali al pianoforte di Remo Anzovino
Violoncello e voce Daniela Savoldi
Un grande evento per il centenario della morte di Claude Monet.
Dopo il successo ottenuto dalle due precedenti – nel 2018/2019 Storia dell’impressionismo e nel 2022/2023 Gli ultimi giorni di Van Gogh – prenderà il via nel prossimo mese di ottobre la nuova, attesissima tournée teatrale di Marco Goldin. Si tratta di uno spettacolo, scritto e diretto dallo stesso Goldin, intitolato Monet. Una vita a colori. Assieme a lui saliranno sul palcoscenico due musicisti d’eccezione: Remo Anzovino (autore delle musiche originali) al pianoforte e Daniela Savoldi, violoncello e voce.
È prodotto da International Music and Arts e da Fondazione Teatro Due, in collaborazione con Linea d’ombra, main partner CentroMarca Banca.
Lo spettacolo, della durata di circa 90 minuti, è dedicato alla vita coloratissima di Claude Monet in occasione del centenario della morte del grande maestro dell’impressionismo, scomparsa avvenuta a Giverny il 5 dicembre 1926. Quindi il 5 dicembre 2026 cadrà il centenario, e sotto la sigla “Monet 100” andrà in scena un vero e proprio evento speciale, concepito per celebrare uno degli artisti più amati e influenti dell’intera storia dell’arte.
Dopo le precedenti tournée teatrali di Marco Goldin – che negli ultimi anni hanno registrato un successo straordinario di pubblico in tutta Italia, con teatri esauriti e decine di migliaia di spettatori in totale – questo nuovo progetto si annuncia come un’esperienza ancora più immersiva e spettacolare, grazie a un importante utilizzo di tecnologia e macchine sceniche. L’obiettivo è rendere con un linguaggio estremamente coinvolgente e moderno il senso poetico e rivoluzionario della vita e dell’opera di Monet.
La tournée toccherà tutta l’Italia con decine di date, da nord a sud, isole comprese, in molti dei più prestigiosi teatri nazionali. Una prima parte di calendario si avrà da metà ottobre a metà dicembre 2026, mentre una seconda parte dalla fine di febbraio all’inizio di maggio 2027. La data zero al Teatro Sociale di Mantova il 17 ottobre e poi, entro il 2026, tante città importanti, da Udine, sede della prima nazionale il 20 ottobre, a Milano, da Genova a Torino, da Bologna a Roma, da Napoli a Parma, da Verona a Bergamo, da Firenze a Cascina, da Fermo a Pescara e così via. Il calendario delle primi quindici città nella sezione dedicata.

Il racconto prenderà vita, senza soluzione di continuità, in sei momenti in cui la narrazione di Marco Goldin si intreccerà con le musiche originali scritte da Remo Anzovino ed eseguite dal vivo al pianoforte insieme a Daniela Savoldi al violoncello. L’impianto visivo – con le animazioni e il montaggio di Alessandro Trettenero – darà forma scenica ai capolavori e ai luoghi fondamentali dell’esistenza dell’artista, tra l’altro con tante immagini girate soprattutto in Francia negli ultimi anni.
Il racconto della vita di Monet si articolerà appunto in momenti che rappresenteranno dapprima gli esordi tra la mitica foresta di Fontainebleau e le spiagge di Normandia negli anni Sessanta del XIX secolo, poi il tempo aureo dell’impressionismo tra i villaggi di Argenteuil e Vétheuil, negli anni Settanta. Quindi, all’inizio del decennio successivo, il fondamentale tempo sulle scogliere di Normandia come terzo frammento dello spettacolo. A seguire, alcuni dei grandi viaggi pittorici di Monet, tra il Mediterraneo con Bordighera e Antibes, le pianure dei tulipani in Olanda e la neve in Norvegia. Quindi, gli ultimi due capitoli, il primo dedicato alla permanenza e ai quadri realizzati a Londra e a Venezia e infine l’apoteosi con il giardino incantato di Giverny.
La scenografia, progettata dallo stesso Goldin che firma anche la regia dello spettacolo, è stata messa a punto nei mesi scorsi: i due musicisti saranno collocati su piattaforme rotanti appositamente costruite, con ledwall curvi e bifacciali alle spalle. Una delle due piattaforme, quella sopra cui Daniela Savoldi suonerà il suo violoncello, avrà anche un movimento a salire e a scendere.
Un grande schermo di dieci metri di lunghezza e sei di altezza costituirà il fondale su cui si appoggerà l’intero racconto visivo. Davanti, una panchina: talvolta Marco Goldin vi si siederà, ascoltando le parole di Monet che giungeranno in scena in un dialogo sorprendentemente reale, in un continuo scambio tra presente e memoria, tra voce e pittura, tra luce e colore.