PIERO DELLA FRANCESCA E I TESORI D'ARTE A RIMINI
Alla scoperta della città mitica con il professor Antonio Paolucci
“Elenchiamo le città mitiche: prima è, senza dubbio, Roma. Poi Parigi; terza è Casablanca. La quarta non può che essere Rimini. La Rimini di Fellini e di
Amarcord, naturalmente.
Dietro e oltre il mito c’è una città straordinaria che sa dischiudere scrigni d’arte a chi solo voglia scoprirli”.
L’occasione per scoprire questa magnifica “Rimini oltre la sabbia” viene dalla proposta “
Piero della Francesca e i tesori d’arte a Rimini” che Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani e riminese doc, ha curato in concomitanza con la grande mostra “
Da Rembrandt a Gauguin a Picasso. L’incanto della pittura. Capolavori dal Museum of Fine Arts di Boston” allestita a Castel Sismondo dal 10 ottobre 2009 al 14 marzo 2010.
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Piero della Francesca e i tesori d’arte a Rimini” è più che un itinerario d’arte in una città che possiede tesori degni della grande capitale che è stata, è un modo nuovo di ammirare opere d’arte e testimonianze archeologiche e architettoniche superbe, presentandole nel loro contesto. E’ soprattutto una occasione per entrare veramente dentro i tre millenni di storia di un città d’arte tra le più belle d’Italia e, sotto questo aspetto, tra le meno note o meglio, tra le meno notate. Scoprendone ciò che la fortuna turistica legata alla spiaggia ha come relegato “dietro le quinte”, a pura appendice.
“Bisogna partire dal Tempio Malatestiano, o meglio dalla Cappella dei Pianeti e osservare, sotto il segno del Cancro, il ritratto di Sigismondo e, sullo sfondo, il Marecchia, San Giuliano, il ponte di Tiberio, l’Arco d’Augusto. Rimini, insomma”, propone Antonio Paolucci.
“Poi l’affresco di Piero della Francesca e ancora Sigismondo e, sullo sfondo, il suo Castello. Quasi un invito ad imboccare la strada che porta all’entroterra, a Verucchio e più in là al Montefeltro e, idealmente, agli Uffizi, a ritrovare un altro paesaggio di Piero, con vallate immerse in una luce maculata tra nebbie sottili, come succede talvolta nelle vallate di queste terre”.
“Oppure fermarsi proprio sotto l’arco d’Augusto, al centro di quella che è stata la cruna dell’ago di un Impero. Qui, da Roma, approdava la Flaminia. Per questo arco partiva l’Emilia verso il Po di Piacenza. Chiunque da Roma voleva risalire al cuore del Nord di qui doveva transitare”.
“Sul finire del Duecento vi transitò anche Giotto diretto all’antico San Francesco. Esattamente un anno e mezzo prima del passaggio di secolo qui lasciò una grande croce, che resta, e un ciclo di affreschi, perduto, che anticipa di molto quello padovano agli Scrovegni”.
“Da questo cantiere emerse la costola più precoce dell’arte del fiorentino: la famiglia dei “riminesi”, Giovanni, Giuliano e un terzo, tale Zangolo, forse nome dialettale che sta per Giovanni Angelo. È loro il capolavoro di affreschi a San Giovanni Evangelista (Sant’Agostino)”.
Momenti, emozioni che, con molti altri,
Piero della Francesca e i tesori d’arte a Rimini farà scoprire. E il mito di Rimini sarà ancora più, e diversamente, confermato”.
Piero della Francesca e i tesori d’arte a Rimini propone quattro itinerari, intorno ai quali, come da un sistema arterioso, irrorano infinite suggestioni. Il primo è dedicato alla “Rimini romana” che ha nell’Arco di Augusto, nel Ponte di Tiberio, nel Foro romano e nella straordinaria, recente scoperta della Domus del chirurgo, le sue principali tappe.
Un secondo capitolo, immenso per importanza, riguarda “L’età malatestiana” e trova come punti di straordinarietà la Rocca Malatestiana (ovvero quel Castel Sismondo che ospita la mostra “
Da Rembrandt a Gauguin a Picasso. L’incanto della pittura. Capolavori dal Museum of Fine Arts di Boston”) e soprattutto il Tempio Malatestiano.
Poi “L’arte riminese nel Museo della città” con i grandi momenti: il Trecento Riminese,
il Rinascimento e il Seicento. E, infine, “La chiese di Rimini”: quelle propriamente in città (Sant’Agostino, San Giuliano, San Giovanni Battista) e quelle nell’immediata periferia, veri scrigni di notevoli opere d’arte.
Al progetto “Piero della Francesca e i tesori d’arte a Rimini” hanno collaborato, oltre ad Antonio Paolucci che dell’operazione è l’attento e appassionato “regista”, due studiosi tra i più esperti di storia ed arte riminese: Enzo Pruccoli e Alessandro Giovanardi, autori degli itinerari tematici.
“Il volume “
Piero della Francesca e i tesori d’arte a Rimini”, edito da Linea d’ombra Libri, non è una guida, magari diversa della città - afferma Marco Goldin che ha ideato il progetto. E’ una specie di catalogo ragionato di quella immensa mostra d’arte e di storia che è questa magnifica città”.
Il progetto “
Piero della Francesca e i tesori d’arte a Rimini” è stato condiviso ed è sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini.
“Quando si è concretizzata la possibilità di organizzare a Rimini, assieme a Marco Goldin e a Linea d’ombra, una grande mostra internazionale di pittura, si è immediatamente affermata la convinzione che si trattasse di una straordinaria opportunità per valorizzare e divulgare la conoscenza del patrimonio artistico e culturale del nostro territorio”, afferma il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio, Alfredo Aureli.
“È stata un’idea immediata e naturale, direi istintiva, figlia della storia e della tradizione della Fondazione Cassa di Risparmio che sin dalla sua nascita, proseguendo e accelerando il percorso tracciato in precedenza dalla Cassa di Risparmio, ha impegnato una parte importante delle proprie risorse nella riscoperta e nella parziale ricostituzione di un passato fatto anche di espressioni artistiche e culturali di grande valore.
Per molti, troppi decenni, infatti, questa identità è rimasta sepolta sotto una spessa coltre di sabbia. Quella sabbia che ha rappresentato - e rappresenta tuttora – un capitale inestimabile sul quale la nostra comunità ha costruito gran parte del proprio progresso e del benessere economico e sociale di cui ancora gode. Un successo così ampio e riconosciuto non poteva non portare con sé qualche effetto collaterale negativo, benché non voluto. Uno di questi è stato senza dubbio quello di coprire, direi di seppellire, l’altra Rimini, quella alle spalle del mare e della spiaggia, lontana dalle luci dell’industria della vacanza e del divertimento, tanto sconosciuta quanto fondamentale nel determinare il carattere, la personalità e l’identità del nostro territorio”.
Antonio Paolucci
AUDIOGUIDE
In occasione della grande mostra Da Rembrandt a Gauguin a Picasso. L’incanto della pittura. Capolavori dal Museum of Fine Arts di Boston allestita a Castel Sismondo dal 10 ottobre 2009 al 14 marzo 2010, Antenna Audio ha realizzato un percorso audio che conduce i visitatori alla scoperta dei tesori artistici della città di Rimini. L’audioguida si avvale del prestigioso commento del Professor Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani e illustre cittadino riminese, che trasmette la sua conoscenza delle magnifiche testimonianze archeologiche, architettoniche e artistiche dei tre periodi di maggior splendore di Rimini: l’Antichità, il Rinascimento e il Seicento.
Al visitatore sarà consegnata insieme all’audioguida una mappa con indicati i 10 luoghi e monumenti inclusi nel percorso che potrà essere organizzato secondo i propri interessi e il tempo disponibile.
PREZZI
Audioguida: 5 € (il costo dell’audioguida "Piero della Francesca" è di 4 € se noleggiata contestualmente all'audioguida della mostra "da Rembrandt a Gauguin a Picasso")