Espressionismo

Villa Manin, Passariano, 24 settembre 2011-4 marzo 2012

Gli artisti espressionisti

Fritz Bleyl

(Zwickau,1880 - Bad Iburg (Osnabrück), 1966)

Intraprende gli studi di architettura al Politecnico di Dresda nel 1901, dove conosce Ernst Ludwig Kirchner, suo compagno di corso. A loro si affianca ben presto un altro studente di architettura, Erich Heckel; n el 1905 i tre artisti autodidatti, raggiunti nel frattempo anche da Karl Schmidt-Rottluff, danno vita al movimento Die Brücke e Bleyl, specializzato in disegno grafico, realizza la locandina per la prima esposizione a Dresda nel 1906. Nello stesso anno accetta un incarico alla scuola di architettura di Freiberg, in Sassonia, dove si trasferisce l’anno successivo. Dopo il 1910 si ritira dalla Brücke per dedicarsi completamente a collaborazioni con vari studi d’architettura. Durante la Prima guerra mondiale, dal 1916 al 1918, viene richiamato alle armi e inviato nell’est della Prussia. Al termine del conflitto, gli viene offerto un incarico alla Facoltà di Edilizia a Berlino, che detiene fino al 1945. Nello stesso anno le forze alleate gli confiscano la casa e Bleyl è costretto a lasciare Berlino. Dopo aver vissuto per un primo periodo, dal 1945 al 1948, a Zwickau, si trasferisce dapprima a Colonia, quindi si stabilisce a Lugano nel 1959.

Muore in una clinica di Bad Iburg, vicino a Osnabrück, il 19 agosto 1966.

Erich Heckel

(Döbeln,1883 - Radolfzell, 1970)

Ammesso, nel 1904, al Politecnico di Dresda, fino al 1906 Heckel, continua a lavorare nello studio dell'architetto Wilhelm Kreis, mentre, in seguito, decide di dedicarsi solo alla pittura.

Dal 1909 al 1911 trascorre gran parte delle stagioni estive ai laghi di Moritzburg, vicino a Dresda, insieme agli artisti della Brücke. Verso la fine del 1911, si trasferisce a Berlino, dove frequenta Lyonel Feininger; il suo studio diventa punto di riferimento per letture e incontri letterari. Dopo lo scioglimento della Brücke nel 1913, gli viene dedicata una prima mostra alla Galleria Fritz Gurlitt di Berlino. La sua pittura, inizialmente composta da linee spezzate, disegno sommario e colori stridenti, evolve nel tempo verso un lirismo più armonioso e paesaggi luminosi, anche per l’influenza degli artisti del Blaue Reiter.

Nel 1937 i nazionalsocialisti confiscano 727 delle sue opere dai musei tedeschi e le presentano all'Esposizione di Arte Degenerata a Monaco. Nel 1944, durante un bombardamento aereo su Berlino, il suo studio viene distrutto. Si trasferisce, quindi, a Hemmenhofen sul lago di Costanza. Dal 1949 al 1955 è professore all’Istituto di Belle Arti di Karlsruhe. Muore nel 1970 a Radolfzell sul lago di Costanza.

Ernst Ludwig Kirchner

(Aschaffenburg, 1880 - Frauenkirch (Davos), 1938)

Dopo aver studiato architettura a Dresda dal 1901 al 1905, è stato uno dei fondatori del movimento Die Brücke. Le sue prime opere, soprattutto paesaggi e ritratti, sono caratterizzate da semplificazioni formali, contorni marcati e colori accesi. Nel 1911 si trasferisce a Berlino, dove realizza opere segnate dalla pennellata nervosa e marcata; mentre il suo stile si fa sempre più drammatico, con deformazioni violente e ritmi convulsi. I quadri raffigurano scene urbane, vie, ponti, caffè, scene filtrate attraverso la lente deformante di una violenta polemica sociale. I colori, accostati in modo dissonante, assumono una funzione strutturale rispetto alle forme.

Dopo essersi arruolato allo scoppio della Prima guerra mondiale, nel 1915 viene colpito da un esaurimento nervoso e ritorna a Berlino. Al termine della guerra si trasferisce a Davos, in Svizzera, dove continua a soffrire di depressione malgrado il crescente successo delle sue esposizioni personali. È nominato membro dell'Accademia Prussiana di Belle Arti a Berlino nel 1931, per esserne tuttavia espulso nel 1937, quando le azioni dei nazionalsocialisti contro l'“arte degenerata”, conducono al sequestro dai musei tedeschi di 639 delle sue opere. Il 15 giugno 1938 si suicida nella sua casa di Frauenkirch, vicino a Davos.

Otto Mueller

(Liebau (Slesia), 1874 - Obernigk (Breslavia), 1930)

Formatosi all’Accademia di Dresda, entra nella Brücke nel 1910 ed è nell’ambito del movimento che sviluppa il proprio linguaggio pittorico, portando nell’espressionismo una voce più mite e malinconica, una costruzione formale meno incline alle dissonanze proprie degli altri pittori del gruppo. Ne sono testimonianza i suoi nudi femminili, le scene di vita zingaresca, i paesaggi ricchi di vegetazione. Arruolatosi come volontario in una divisione corazzata, nel 1917 contrae una forma di polmonite che gli compromette inesorabilmente la salute. Dopo la guerra, viene nominato professore all'Accademia di Belle Arti di Breslau, incarico che detiene fino alla sua morte. In questo stesso periodo viaggia spesso nel sud-est dell’Europa dove si racconta abbia vissuto in un accampamento di zingari. Nel 1927 realizza la sua opera più celebre Zigeunermappe, una raccolta di litografie a colori. Mueller muore in una casa di cura specializzata in malattie polmonari a Obernigk, vicino a Breslau nel 1930.

Emil Nolde (pseudonimo di Emil Hansen)

(Nolde, Schleswig, 1867 - Seebüll, Schleswig-Holstein, 1956)

Nelle sue prime opere le figure umane e le forme della natura sono rese sulla tela in modo semplificato, caricaturale e grottesco. A partire dal 1904 lo stile di Nolde si avvicina inizialmente all’impressionismo per poi arrivare all’espressionismo, con una sempre più accentuata intensità nell’uso dei colori. Nel 1906 conosce Schmidt-Rottluff e nel 1907 espone con i pittori della Brücke. Il carattere drammatico della sua pittura e al contempo l’interesse per l’arte primitiva (alimentato da un lungo viaggio tra il 1913 e il 1914 in Russia, Giappone e Cina, Nuova Guinea durante il quale l’osservazione delle componenti ritmiche e decorative dell’arte primitiva, favorisce la comparsa di elementi esotici nei suoi lavori) lo portano sempre più a una pittura grottesca, caricaturale della figura umana, caratterizzata da una stesura del colore libera da schemi compositivi, dato per pennellate ampie che sfilacciano quasi le forme. A questo stile Nolde rimane sempre fedele anche nella vasta produzione di acquerelli, disegni, incisioni.

Laureato honoris causa all’università di Kiel nel 1926, è perseguitato dai nazisti, i suoi lavori vengono vietati e non gli è permesso di dipingere. Riscoperto e rivalutato dopo la Seconda guerra mondiale, è oggi considerato uno dei maggiori rappresentanti dell’Espressionismo.

Muore a Seebüll, nella Germania del nord, nel 1956.

Hermann Max Pechstein

(Eckersbach, Zwickau, 1881 - Berlino, 1955)

Dopo aver aderito al movimento della Brücke ed esposto alla mostra della Secessione nel 1909, allarga i suoi contatti agli artisti del Blaue Reiter, prendendo parte attivamente ai movimenti e ai gruppi artistici di tendenza socialista (Novembergruppe).

Nel 1914 si reca alle isole Palau, nel Pacifico del sud; ispirato dalla bellezza del luogo, crea i suoi lavori migliori, pieni di sensualità, di fascino per l’esotico e di ideali di comunione con la natura. Le sue opere tendono a diventare sempre più primitive e la componente decorativa finisce per prevalere su quella puramente emotiva. Il colore è ricco e modulato, ma più morbido rispetto ad altri pittori espressionisti; la sua produzione è infatti caratterizzata dalla sensibilità per il carattere decorativo della linea e dei colori e da un’interpretazione meno accesa e violenta rispetto alla poetica dell’espressionismo. Le sue figure, pur nel risalto del colore contrastato, tendono a fondersi con l’ambiente.

Dal 1922 fino all’avvento del nazismo è membro dell’Accademia Prussiana delle Arti. Rientrato a Berlino nel 1945 gli viene affidata una cattedra all’Istituto di Belle Arti e un incarico all’Accademia delle Arti. Muore il 29 giugno 1955.

Karl Schmidt-Rottluff

(Rottluff (Chemnitz), 1884 - Berlino, 1976)

Co-fondatore della Brücke, e suggeritore del nome del movimento – che nelle intenzioni degli artisti doveva “gettare un ponte” verso quegli elementi artistici allora in fermento contrapposti all’arte dominante del tempo – Schmidt-Rottluff si dedica a ritratti e paesaggi in cui sono riconoscibili echi impressionisti, anche se, l’interesse per la litografia porta l’artista verso una composizione semplificata e composta da forme sintetiche e spigolose.

Nel 1911 si trasferisce con gli altri componenti della Brücke a Berlino, dove attraverso Lyonel Feininger si avvicina al cubismo e all’arte africana; partecipa anche a mostre della Nuova Secessione e del Blaue Reiter.

Negli anni venti e trenta insegna all’Accademia di Berlino e lentamente le sue opere, concentrate sulla vita contadina, presentano uno stile espressionista che si fa più ampio e solenne.

Nel 1937, 608 delle sue opere vengono ritirate dai musei tedeschi e sono presenti all’Esposizione di Arte Degenerata a Monaco. Nel 1943, durante un bombardamento aereo, il suo studio a Berlino viene distrutto, costringendolo a trasferirsi nuovamente a Rottluff.

Nel 1946 viene nominato cittadino onorario di Chemnitz e, nel 1947, gli viene assegnata una cattedra all’Istituto di Belle Arti a Berlino.

Partecipa alla fondazione del Museo Brücke, inaugurato nel 1967, donando 74 delle sue opere. Muore nel 1976 a Berlino.

Stampa